Caino e Abele

Caino e Abele e il contrasto familiare.
“Era felice Eva quando aveva dato alla luce il suo primogenito: ‹‹Ho acquistato un uomo grazie al Signore!››.
E il nome dato al bambino, Qajin-Caino, voleva liberamente ricalcare proprio il verbo “acquistare”, in ebraico qanah, secondo una locuzione in uso anche in alcune forme dialettali contemporanee che parlano di “comperare un figlio” non in senso mercantile ma generativo.
Poco dopo, Eva partoriva un secondo figlio, il cui nome Abele avrebbe riassunto in ebraico la sua tragica storia: habel/hebel, vocabolo caro al sapiente biblico Qohelet, allude al soffio, al fumo che evapora e svanisce.Nella nostra ideale galleria di figure bibliche giovanili non poteva mancare questa coppia di fratelli, la cui vicenda purtroppo spesso si ripete nelle infinite violenze nascoste all’interno delle pareti domestiche.
In realtà, in questi due personaggi non si annida solo il contrasto familiare, quello che per assonanza è proverbialmente detto lo scontro tra fr...

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