Caino e la giustizia di Dio

CAINO, l’omicida, nel libro della Genesi viene condannato da Dio stesso ad una vita errabonda, cioè, in un tempo in cui ancora non esistevano le prigioni, a una vita isolata, ma non avulsa dalla società, perché non nuocesse più e si redimesse.Così, la proibizione di Dio a uccidere Caino, va considerata insieme alle parole: “tu sarai vagabondo e fuggiasco sulla terra”.
Né vendetta, né buonismo.
La “vendetta” dell’amore si chiama GIUSTIZIA DIVINA, che non rinuncia a chiedere il “conto”, ma che proietta là dove l’Infinito rende superflui i conti fatti coi numeri.
Naturalmente quella che è descritta nella Genesi è una condanna più spirituale, in quanto l’omicidio è un peccato, ma, essendo anche reato, la condanna di Dio è figura anche della giustizia umana e sociale.

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