Calcio italico e tifo italiano

Sera del 9/12, mentre si giocavano le partite di coppa dei campioni, sintonizzavo la TV sul canale diretta, per seguire lo svolgimento delle varie partite.
L’ INTER era fra le italiane la più attesa, forse più della stessa Roma e nonostante avesse, a differenza di quest’ ultima, la qualifica già in tasca.
Come me, penso un bel numero di sportivi e calciofili, tutti ad aspettare l’ epilogo, meditando e pronosticando, mentre i minuti scorrevano e le prestazioni prendevano corpo.
La sorpresa, appunto, la prestazione non all’ altezza dell’ INTER di Mourigno, quella appunto più attesa e gettonata, con un nugolo di tifosi, ma una moltitudine di avversari e tifosi di altri Club, che non attendono altro che di registrarne le disfatte.
E quando, infine, si giunge all’ atteso e, per l’ Inter, infelice epilogo, da parte mia, e non mi ritengo fra i pochi, una piacevole sensazione di gioia quasi irrefrenabile per l’ ennesima figuraccia di quella superfortezza, che soffre di timidezza fuori dai confini  d’Italia nonostante l’ organico, nonostante i soldi.
C’è allora da chiedersi del perché di questa soddisfazione, apparentemente ingiustificata considerato che, al di là del tifo, a perdere era stata un’ italiana.
E poi un’ altro quesito è del perché di queste pessime prestazioni da parte di una squadra veramente fortissima, almeno in potenziale.
Cominciando dal secondo dei quesiti, mi pare di poter dedurre che, non potendosi dubitare della forza agonistico sportiva dell’ organico Inter oppure della splendida condizione di forma a tre giorni dall’ ultima schiacciante vittoria, l’ unica spiegazione che si può dare, sembra quella che indirizza a considerare il ridotto impegno in campo e, per dirla tutta, lo scarso attaccamento ai colori societari quale unica giustificazione della solita disfatta.
C’è, invero, una masnada di mercenari, tutti stranieri, compreso il coach, pieni di soldi e di arroganza, che adatta il proprio impegno alla circostanza ed alla visibilità e rilevanza dell’ avvenimento.
E poi ci sta un padrone, molto disponibile a perdonare i  monellacci che non perdono occasione di deluderlo, nonostante l’ impegno finanziario che immancabilmente si prodiga ad incrementare, accondiscendendo senza quasi limiti alle richieste più disparate di rinforzi che regolarmente gli vengono proposti, in barba alla crisi dilagante ed al rispetto di un budget terreno.
La voglia di vincere, si può dire, supera in lui e  di gran lunga ogni ragionamento, ed il buon Moratti spera che vincere è [...]

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