Calciomercato - Laporta frena Raiola, Ibra verso l’addio?

Il presidente del Barcellona risponde alle dichiarazioni incaute dell'agente dello svedese e rilancia molto duramente: "Non ci piacciono questi toni.
Forse si sono sentiti minacciati dall'arrivo di Villa.
Ma una cosa è chiara, se vuole andarsene deve dircelo chiaramente e ne parleremo" A tutto c’è un limite, a Barcellona devono averla pensata così.
Va bene pagare uno sproposito per un giocatore, va un po’ meno bene che poi lo stesso attaccante non mantenga le attese.
Ma non si può decisamente accettare che il suo agente faccia anche delle sparate, attaccando l’allenatore.
Insomma, avete già capito di chi stiamo parlando.
Il giocatore è Zlatan Ibrahimovic, il procuratore è Mino Raiola.
E la società che si è stancata è il Barcellona.LA SPARATA DI MINO – “Se dopo aver pagato Ibra 75 milioni, Guardiola non lo fa giocare è meglio che vada al manicomio”, queste le concilianti parole dell’agente dello svedese.
Uno stile al quale in Italia ci siamo ormai abituati, ma toni che evidentemente non sono piaciuti molto all’entourage catalano.
Appena possibile, infatti, il Barcellona ha replicato.
Prima mandando avanti il dg, alquanto indignato: “Non ci sono piaciute le dichiarazioni di Raiola, soprattutto per il tono che ha usato e per un paio di riferimenti al tecnico e al fatto che dovremmo vendere Messi se abbiamo bisogno di soldi”.
Ma dopo Joan Oliver, tocca a Joan Laporta tuonare.
QUESTO SIGNORE HA ESAGERATO – Il presidente uscente del Barcellona è furibondo: “Non mi piacciono queste affermazioni pubbliche.
Credo che Raiola debba mantenere un po’ più di riservatezza.
E, soprattutto, i riferimenti all’allenatore mi sono parsi di cattivo gusto.
Questo signore ha esagerato”.
Quanto meno, lo sfogo si esaurisce sull’agente: “Il nostro parere su Ibra non cambia.
Per noi è un giocatore molto utile e sappiamo che può aiutare parecchio la nostra squadra.
Ibra non è in vendita”.
MINACCIATO DA VILLA – Che il caso diplomatico non fosse chiuso così, però, c’era da aspettarselo.
Laporta, infatti, rincara la dose.
Passando al contrattacco: “Può essere che Ibrahimovic e il suo entourage si siano sentiti minacciati dall’arrivo di Villa.
Ma bisogna vedere se l’agente ha parlato spontaneamente o se il giocatore era stato messo al corrente di queste dichiarazioni poco eleganti.
Certo, se il giocatore vuole andarsene possiamo parlarne.
Ma magari in altri termini.
Questo non è il miglior modo per costruire un buon rapporto”.
Mal di pancia, atto secondo.
Siamo solo all’inizio, statene [...]

Leggi tutto l'articolo