Calderoli, l’orango e la distrazione mediatica (Eugenio Orso & Anatolio Anatoli)

                 Mentre la crisi strutturale neocapitalistica infuria e non va in vacanza, pur approssimandosi la pausa estiva, le ferie agognate (da chi ancora lavora) e la fatidica chiusura agostana, esplode il risibile caso del vicepresidente del senato, Roberto Calderoli, che insulta apertamente, con ampio riflesso politico e mediatico, un ministro del governo collaborazionista di Letta e di Napolitano, partecipato dal pdl.
Il ministro, anzi, la ministra insultata è molto particolare.
Nera, africana di nascita (Repubblica Democratica del Congo) ma italiana di cittadinanza, questa donna, purtroppo non bellissima, dovrebbe assomigliare addirittura a un orango.
A una scimmia, un primate, un ominide, nella fattispecie e nella fantasia di Calderoli proprio a un simpatico orangutan antropomorfo.
E’ chiaro che quello del vice presidente del senato è soltanto un insulto sul piano personale, al quale si da pelosamente un grande rilievo politico e mediatico, ma del tutto privo di auspicabili “contenuti politici”.
Soprattutto non si mette in discussione nella sostanza, semplicemente insultando uno dei suoi ministri paragonato a un orango, l’operato nefasto del direttorio guidato da Letta.
Ma sembra che tanto basti, all’elettorato leghista superstite, per imbonire il quale Calderoli ha lanciato pubblicamente l’insulto.
Abbiamo sempre sostenuto che una parte dei leghisti è “troglo” (troglodita, per l’esattezza) e che si avvicina pericolosamente all’”idealtipo” del cerebroleso.
Solo una parte, beninteso, non tutti, così come i supporter piddini non sono tutti idiotizzati, perché ci sono anche i farabutti, i ricattati, gli identitari patologici, eccetera, eccetera.
Ma è proprio alla parte più “troglo” dell’elettorato leghista superstite che strizza l’occhio il furbo Calderoli, in vena di riacquisire consensi perduti, insultando bellamente la ministra Cécile Kyenge (che una bellezza proprio non è, precisiamolo pure ancora una volta).
A questi, se veramente galvanizzati dall’insulto di Calderoli alla Kyenge, sembra che importi poco della drammatica situazione socioeconomica che anche loro, come grandissima parte degli italiani (e degli immigrati) vivono quotidianamente.
Infatti, sembrano accontentarsi di capri espiatori da mazziare, come ad esempio gli immigrati, peggio se clandestini, africani, islamici, o di risibili insulti diretti contro il “nemico”, vero o immaginario che sia.
Si potrebbe contrattaccare il così poco “cavaliere” Calderoli, che ha insolentito una donna, per [...]

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