Caldo: arriva Minosse, il giudice infernale della Divina Commedia

Dopo la breve pausa temporalesca, che ha interessato soprattutto i Nord, il caldo torna a farsi sentire.
In arrivo una nuova ondata di calore.
La bolla di aria calda è stata chiamata Minosse, il mostro semi-umano che nella mitologia greca aveva il compito di decidere il destino dei morti.
  Il giudice degli inferi ha affascinato artisti e poeti, da Viriglio fino a Dante Alighieri.
E’ una figura in parte umana, ma con tratti bestiali.
Spesso è ritratta con lunghe corna, oppure con orecchie appuntite (Michelangelo nella Cappella Sistina, nella foto), non manca mai la lunga coda i cui giri attorno al proprio corpo – indicano – nell’inferno dantesco, il girone di destinazione dei dannati.L’incontro fra il poeta toscano e "lo conoscitor de li peccata", avviene nel secondo cerchio dell’Inferno (canto V), nel girone riservato ai lussuriosi.
Un’orribile creatura, che decide e soppesa le colpe.
La sentenza eterna è indicata cingendo la coda “tante volte quantunque gradi vuol che già sia messa” (l’anima del peccatore).
  Il canto V è famoso per l’incontro di Dante con Paolo e Francesca, i due amanti sono le due anime di spicco nel cerchio dei lussuriosi.
  Il racconto dell’incontro con la coppia, della loro storia e della loro pena è descritto con uno dei versi più belli dell’intera storia della letteratura italiana, "Amor, ch'a nullo amato amar perdona".La vicenda di Francesca da Rimini, amante di Paolo Malatesta, ma anche sposata, finisce nel sangue, quando Giangiotto , fratello di Paolo, scopre il tradimento e li uccide entrambi.
Il verso dantesco (è il numero 103) sintetizza in maniera perfetta lo forza inarrestabile dell’amore umano, in contrasto con quello sacro, sancito dal matrimonio che, appunto, non perdona e non consente di amare altri.
  Con l’arrivo del caldo, Minosse, appunto, abbondano i consigli su come proteggersi, sempre uguali, ovvi.
Bere molto, vestirsi leggero, non uscire nelle ore più calde.
Oggi vi diamo un’alternativa, proponendo l’intero canto V dell’Inferno.
Non lasciatevi spaventare dalla comprensione della singola parola, cogliete l’armonia e il suono.
Il refrigerio per la mente è assicurato.
  Così discesi del cerchio primaiogiù nel secondo, che men loco cinghiae tanto più dolor, che punge a guaio.                 Stavvi Minòs orribilmente, e ringhia:essamina le colpe ne l’intrata;giudica e manda secondo ch’avvinghia.             Dico che quando l’anima mal natali vien dinanzi, tutta si confessa;e quel conoscitor de [...]

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