Calenda il bandeurola per interessi, “io sindaco di Roma? Perché no”: il problema è trovare chi lo candida.IN POCHE PAROLE STA CERCANDO CHI LO SPONSORIZZA. AUGURI ROMANI.

Vuole fare il sindaco di Roma, anche se dice che adesso non può, ma per ora nessuno glielo ha chiesto, intanto mena fendenti a destra e a manca alimentando una sovraesposizione mediatica che non ha niente da invidiare a quella di Renzi e Salvini dei quali dice peste e corna. A Carlo Calenda non difetta l’esuberanza né il piglio polemico, oltre una gran considerazione di sé stesso, ha competenze da vendere, parla bene e in maniera colta, ha l’aplomb della persona perbene, di quelle che ispirano fiducia. Eppure, non penetra nei cuori.
“E’ bravo sì, ma non emoziona”, questo è il commento più frequente che si sente fare quando si parla di lui. Sarà forse quell’aria pariolina, un po’ radical chic, ad indisporre le persone che se lo vedono spuntare a qualsiasi ora del giorno in televisione, o sui social di cui è assiduo frequentatore, pure se dice cose sensate.
Sta di fatto che dopo l’elezione al parlamento europeo, con un’exploit di voti eccezionale, ha messo in fila una serie di inizia...

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