Caligari c'è (ma fuori concorso) da cinecittànews

Cristiana Paternò07/09/2015 VENEZIA - Non essere cattivo avrebbe dovuto essere in concorso alla 72ma Mostra? Chi ha condiviso con Claudio Caligari questo travagliato progetto, segnato indelebilmente dalla morte dell'autore, lo pensa: Valerio Mastandrea, produttore e anima del film senza mai comparire davanti alla macchina da presa, lo dice, sia pure in maniera sfumata - "peccato non farlo giudicare a una giuria internazionale, peccato anche per gli attori" - mentreEmanuel Bevilacqua, amico e stretto collaboratore del regista scomparso a 67 anni per un tumore alla gola, esprime con una certa durezza un rimpianto che aleggia nell'aria: "Sono amareggiato da questa decisione perché so quello che ci ha messo dentro Claudio, che veniva sul set anche se gli restavano pochi giorni di vita".
Infine il coproduttore Pietro Valsecchi, che anche lui l'avrebbe voluto in concorso, dà in conferenza stampa una risposta diplomatica: "Ho chiesto ad Alberto Barbera perché il fuori concorso: mi ha parlato di un film straordinario, ma ha spiegato che la morte dell'autore avrebbe potuto creare imbarazzo alla giuria, che poteva sentirsi quasi in dovere di dare un premio".  In fondo poi l'importante è che Non essere cattivo sia qui e da domani, 8 settembre in sala con la Good Films.
"Claudio c'è", come dice Mastandrea.
E ci sono con lui tutti i suoi collaboratori e anche la mamma, Adelina Ponti, novantenne, che ne ricorda la dolcezza assoluta e si commuove.
"Siamo tutti emozionati - aggiunge Mastandrea - stasera ci si romperanno le acque".  Terza e ultima parte di un'ideale trilogia del cineasta di Arona, autore ultraindipendente che in trent'anni ha girato solo tre film (Amore tossico nell'83, L'odore della notte nel '98 e questo, che rimarrà il suo ultimo), è un romanzo popolare ambientato nella Ostia di metà anni '90 e racconta l'amicizia per la vita e per la morte di Vittorio e Cesare.
Due ventenni che trascorrono le notti tra sballo, macchine potenti, spaccio e malavita di piccolo cabotaggio e disprezzano chi si buca perché loro preferiscono le droghe chimiche, le pasticche dai nomi pittoreschi, o la coca.
Per Caligari che ha passato l'esistenza a osservare il mondo dei tossici, quello è un momento epocale, il momento del passaggio, la fine di un'epoca.  A parlare per lui è ancora una volta Valerio Mastandrea, che era arrivato a fare un appello a Martin Scorsese per trovare i finanziamenti per questo progetto quando riusciva a chiuderlo.
"Claudio voleva rappresentare una storia piccola di amicizia, un'amicizia [...]

Leggi tutto l'articolo