Cambiamenti climatici e malattie infettive.

  Cambiamenti climatici e malattie infettive.
Carmen Pernicola  - Psicologa della Conservazione Molti studi scientifici ipotizzano che i cambiamenti climatici avranno degli effetti significativi sulla diffusione delle malattie infettive in Italia, soprattutto su quelle trasmesse da vettore, che sono ritenute più suscettibili all’aumento della temperatura media.
Un recente studio dell’APAT e dell’OMS fa il punto su queste ricerche, con un occhio particolare all’Italia.
BPE' ben noto che i fattori climatici possono condizionare la comparsa o la ricomparsa di malattie infettive in determinate aree geografiche in interazione con altri fattori di carattere biologico, socio-economico, ecologico.
Il rapporto "Cambiamenti climatici ed eventi estremi: rischi per la salute in Italia", risultato di una collaborazione tra l'APAT (Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici) e il Centro Europeo per Salute e Ambiente dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), esamina, tra l'altro, i possibili effetti dei cambiamenti climatici sulla diffusione delle malattie infettive, soprattutto di quelle trasmesse da vettori, ritenute più suscettibili ai cambiamenti climatici stessi e in particolare all'aumento della temperatura media.
  Il rapporto evidenzia che l'aumento della temperatura media dovuto ai cambiamenti climatici potrebbe: -                   contribuire ad ampliare l'area di distribuzione dei vettori indigeni, -                   ridurre la durata dei cicli di sviluppo dei vettori indigeni, -                   ridurre la durata della riproduzione del patogeno negli artropodi vettori, -                   prolungare la stagione idonea alla trasmissione degli agenti patogeni, -                   favorire l'importazione e l'adattamento di nuovi artropodi vettori, -                   favorire l'importazione e l'adattamento di nuovi agenti patogeni attraverso vettori o serbatoi.
L'Italia, per la sua particolare posizione geografica, che ne fa uno dei paesi più a sud dell'Europa e un ponte ideale tra l'Europa e l'Africa potrà essere particolarmente coinvolta in questo fenomeno e potrebbe assistere, con l'aumento previsto della temperatura media, a un'amplificazione della densità dei vettori delle malattie infettive, come zanzare, zecche, pappatacei e a variazioni significative nella loro distribuzione geografica, che determinerebbe una maggiore diffusione geografica degli agenti patogeni da essi [...]

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