Cambiare si può!

I mutamenti culturali in una popolazione sono processi estremamente lenti, che richiedono iniziative di sostegno e di promozione direi quotidiane, a volte anche coraggiose.
Non parlo di coraggio tanto per dire, credo infatti che la lenta metamorfosi della cultura di un popolo abbia richiesto nella storia, e quindi continua ancora oggi a richiedere, il sacrificio di alcuni “martiri” della cultura, coloro cioè che hanno avuto il coraggio di uscire fuori dal coro di una cultura predominante in un determinato periodo storico.
Quanti sono stati nella storia gli uomini e le donne che coraggiosamente e “profeticamente” hanno anticipato di alcuni decenni i cambiamenti culturali di un intero popolo? Penso ad esempio a Gandhi, precursore della cultura della nonviolenza, a don Lorenzo Milani, uno dei primi convinti sostenitori del “Servizio Civile” alternativo a quello Militare obbligatorio, oppure a tutti quegli uomini e donne sconosciute che in passato e ancora oggi cercano di diffondere una cultura di salvaguardia dell’ecologia.
Ma allora, se la “mafiosità” non è solo un atteggiamento, se non è solo un’espressione esteriore del comportamento quotidiano di una parte della società, ma una vera e propria forma culturale che si colloca malignamente negli strati più profondi della coscienza, si può sperare che questa sub-cultura un giorno scompaia, come un virus che viene debellato dalla faccia della terra? Io credo di si.
E’ però necessario che uomini e donne coraggiose, si impegnino “profeticamente” a diffondere modelli culturali positivi, alternativi a quelli mafiosi.
Esistono per fortuna questi “eroi”, persone in realtà normali, che però hanno quel coraggio necessario a dire “BASTA” al racket del pizzo, “BASTA” allo spaccio di droghe, “BASTA” al racket della prostituzione, “BASTA” all’omertà! Oltre alle persone che testimoniano la cultura antimafiosa con la propria vita, devono a mio parere essere fatte anche delle vere e proprie proposte culturali, delle iniziative educative, dei validi progetti formativi.
Tutte queste iniziative devono, secondo me, puntare a far maturare nelle persone un percorso di autocoscienza, di ricerca personale, di scoperta della vera identità umana, che necessariamente deve coinvolgere anche la dimensione spirituale e religiosa.
Per questo sostengo con forza che anche la Chiesa, già così tanto determinata a difendere il rispetto nei confronti della vita biologica, deve al più presto promuovere una nuova “Pastorale antimafia”, schierandosi [...]

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