Camera con vista sull'ignoto

E la voce dell'acqua ricopre ogni rumore.
Un velo contro la realtà che la rende meno astratta, mentre accende i sensi.
Sono così lontana dai lembi di me stessa, della mia pelle, del mio respiro, della mie ombre più remote, proiezioni tremule del mio delirio e del mio desiderio, dentro una sagoma così incerta.
Forse è uno specchio? E l'acqua pulisce e leviga ed allontana.
Non mi sono mai sentita più padrona del mio cuore, di adesso, di questo attimo, madido di futuro, mentre il cinismo mi lascia sporgere pericolosamente.
Lo sento nel palmo e ne inseguo ogni vibrazione.
Scorri acqua, ancora, di più e diluisci, ancora e ancora.
Come se il tempo sia tutto nel tuo sorso, nel primo sorso.
La musica la buca e si mescola allo scroscio.
Sembra che sia capace di scorrere ovunque, di infilarsi in ogni andito.
Non mi mancano le parole, le trovo così inutili orpelli del sentire, per quello mi rifugio dentro un punto, e ne contemplo le pericolose increspature, le sue perverse linee, quasi come le mi...

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