Campo di mine

Jimmy Fails salta sullo skateboard e con uno schianto secco si butta giù, lungo le strade di San Francisco.
Dietro, appare e scompare il Bay bridge, d’argento e nebbia.
La musica di Emile Mussari è tutt’intorno, ci cola addosso con suoni fondi di fiati e poderosi respiri d’orchestra.
Davanti, i nostri occhi spalancati.
Le ruote frusciano sull’asfalto, sbattono, scivolano.
Un altro colpo.
Ah, no, dev’essere il cuore.
Non mi riuscirà mai lasciare questo posto, mi viene da piangere, portami sulla 580 e fammi vedere il profilo della città lucida d’oceano e vapori.
Adesso.
Nascondiamoci da qualche parte nel parco, fra le querce rosse e infinite.
Saliamo sull’autobus 5 che percorre tutta la Fulton e non si sa dove va a finire.
Non è vero che partiamo, che non tornerò mai più, che è finita questa stagione sulla baia.
Ho amato e amo questo posto con furioso abbandono, con un senso di dimenticanza del mondo che può capire solo chi è passato anche solo una volta sotto il Golden gate bridge sbatt...

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