Cannes 2008: premi e critica

SPECIALE CANNES 2008 Fonte: http://trovacinema.repubblica.it/festival-e-premi/cannes/dettaglio/La-critica/346814 Immagini tratte dal sito: http://www.mymovies.it/festival/cannes/ Guardandola dall’esterno, questa 61° edizione del festival di Cannes appare ricca e interessante.
I premi, in gran parte, corrispondono ai giudizi espressi dalla critica: ne escono bene i nostri italiani che, con Gomorra (che ho potuto vedere al cinema) e Il divo mostrano una nuova generazione di cineasti innovativa e incisiva.
Nel complesso sono molti i film interessanti: dal vincitore della mostra, il francese Cantet, definito il Ken Loach dell’oltralpe, all’ultima opera di Eastwood.
Intanto al cinema stravince, in un periodo poco remunerativo, l’ultima puntata della saga di Indiana Jones (con quasi 4 milioni di euro), mentre prosegue il successo di Gomorra che, in 2 settimane, raggranella quasi 5 milioni (e il film non è certo pensato per il grande pubblico) I vincitori del festival 2008 PALMA D'ORO:  Entre les murs di Laurent Cantet GRAN PREMIO DELLA GIURIA: Gomorra di Matteo Garrone PREMIO DEL 61MO ANNIVERSARIO ALLA CARRIERA: Catherine Deneuve e Clint Eastwood MIGLIOR REGIA: Nuri Bilge Ceylan per Uc Maymun PREMIO DELLA GIURIA: Il divo di Paolo Sorrentino MIGLIOR ATTRICE: Sandra Corveloni per Linha de passe MIGLIOR ATTORE: Benicio Del Toro per Che MIGLIOR SCENEGGIATURA: Le silence de Lorna di Luc Dardenne e Jean-Pierre Dardenne I FILM IN CONCORSO (l’ordine è per gradimento della critica) 1.
Gomorra di Matteo Garrone, con Toni Servillo IT, drammatico Media voto della critica 4.7/5.00 ****(*) (…) Il film di Matteo Garrone, anche se sceglie solo alcune tracce del libro e circoscrive il suo percorso a cinque storie, ricalca del libro l’andatura a quadri slegati e indipendenti gli uni dagli altri.
Non una narrazione lineare, non una vicenda con inizio, sviluppo e fine.
Sembra che però libro e film convergano nella conclusione: tutto questo si può forse osservare, conoscere, studiare e perfino denunciare se si ha il privilegio di guardare le cose da fuori, da zone salve, o la forza e il coraggio di farlo, ma le cose stanno così e in sostanza non c’è niente che si possa fare per cambiarle, recuperarle e guarirle.
Il messaggio tanto cupo da indurre di pagina in pagina nella tentazione di girare la testa dall’altra parte ma coraggioso e temerario del libro diventa un messaggio di impotenza nel film…(P.D’Agostino, La Repubblica ) Il migliore film visto a Cannes quest'anno, una testimonianza magnifica e spaventosa dei [...]

Leggi tutto l'articolo