Capi scout, non umano gente in mare

(ANSA) – JESI (ANCONA), 15 FEB – “Come comunità capi e come persone siamo colpiti da quanto sta accadendo nella nostra società, nei nostri mari e in generale nel mondo”.
Inizia così la lettera che i capi scout hanno indirizzato ai genitori delle ragazze e dei ragazzi del gruppo “Jesi 1” dell’Agesci (Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani).
“Come educatori ci sentiamo in dovere di fare qualcosa, con gli strumenti che abbiamo a disposizione” spiegano sulla pagina Fb della parrocchia di San Giovanni Battista.
“Camminare con lo zaino, imparare a fare nodi, a montare una tenda, a guidare una squadriglia, sono strumenti per educare durante il percorso scout a diventare protagonisti del proprio mondo.
Ci sentiamo orgogliosi nel proporre ai giovani che frequentano la nostra Associazione i valori dell’accoglienza, della tolleranza, dell’incontro e del confronto con chi è diverso da noi.
Ci spaventa l’arroganza di chi lascia uomini, donne e bambini disperati in balia delle onde.
Non troviamo nulla di umano e di cristiano in questo”.