Capitolo I.1

CAPITOLO I   Da Ottobre a Dicembre 200x Piacere… sono Maurizio, un giovane diciassettenne, felice della vita che faccio e fiero della mia famiglia, cresciuto in un mondo tutto mio, chiuso nella mia introversione e nella mia stanza fredda e buia che mi protegge da quello che non conosco del mondo in cui vivo.
Sono pieno di speranza, di altruismo, sincerità ed affetto da dare, a mio modo, ma ne ho! …intanto c’è la musica (ascoltandola) ad accompagnarmi e a far da colonna sonora alla mia esistenza… Tutto procede per il meglio finche...
…non incontro la ragazza che mi avrebbe dimostrato che la vita non è dentro la mia stanza, ma in un mondo dove l’apparire è più importante dell’essere.
 La storia inizia una tiepida sera di Ottobre, ero stato invitato alla festa di compleanno per i 18 anni del mio amico Curtis, trascorrevo la serata tranquillo, mentre quasi tutti i miei amici si scatenavano tra alcool e balli frenetici me ne stavo lì ad osservare, impassibile, consapevole della mia goffaggine e con il mio stupido sentirmi soffocare nel pensarmi osservato, il mio non voler mai essere al centro dell’attenzione, spinto a contenermi dalla timidezza, la peggior alleata della giovinezza.
Seduto al tavolo mentre chiacchieravo con Enrico, in mano un bicchiere di coca-cola e lo sguardo ingenuo da bravo ragazzo, vedo avvicinarsi il festeggiato, insieme a lui due ragazze, mi sento chiamare e mi avvicino, Curtis decide di presentarmi le due giovani, della prima non ricordo né il nome, né il colore dei capelli, in pratica nulla, penso di non averla guardata, non meritava alcuna considerazione, i miei occhi erano tutti per l’altra ragazza; mi presento, si chiama Annalisa, 18 anni, è il mio tipo ideale (fisicamente parlando) alta il giusto, magra, ma non esageratamente, mora con capelli lunghi e lisci ed un bel viso bianco, pulito e particolare impreziosito da occhi dolci e profondi… un sospiro mi viene dal cuore.
In quel momento mi sentivo emozionato, ma allo stesso tempo abbattuto, la mia timidezza ogni secondo che passava cresceva sempre più, mi sentivo davvero attratto da quella ragazza, ma non ero in grado di dirle nulla, non mi ero mai trovato prima in quella situazione e non sapevo come comportarmi, ero bloccato nell’anima.
Pensando dentro di me che non avrei mai potuto interessarle, troppo bella mi ripetevo, la evito per un po’ e da quel momento ognuno continua la festa per conto proprio senza re-incrociarci.
Continua…

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