Capitolo III - Segreti della Corte di Namsteria

Jacey si destò all'alba.
La sera prima si erano accampati in quella stalla abbandonata nella periferia della città, poco prima delle mura, sapendo che eventuali inseguitori si sarebbero concentrati nella ricerca di notte, convinti che le tre ragazze avrebbero approfittato del buio per attraversarle.
Il fuoco era ormai da tempo spento, ma era stranamente piacevole soffrire il freddo in quei giorni bollenti.
Alla sua destra, Maggie dormiva con la solita espressione mite dipinta sul volto.
Alla sua sinistra...
la paglia era vuota! Un'ondata di rabbia partì dal fegato di Dame Fastarel per diffondersi fino alle estremità delle sue membra.
Come aveva potuto fidarsi di una fuorilegge? Dopo l'ira giunse la vergogna: aveva aiutato a fuggire una criminale; aveva messo in pericolo se stessa, il suo scudiero, e soprattutto la regina! Non sarebbe mai più riuscita a scorgere il proprio riflesso senza rammentare i suoi errori e i rischi che essi avevano causato.
Poi un sussurro squarciò il silenzio calato dal senso di colpa.
"Finalmente ti sei alzata! Ho preso del cibo." La figura della delinquente si stagliava fuori dalla porta della stanza.
Subito tutto il furore che prima aveva assalito Jacey fece ritorno e si riversò sulla ragazza sottoforma di una raffica di quesiti: "Dove sei stata? Perché non mi hai svegliata? Dove hai preso quegli spiedini? Li hai rubati?" Il tono elevato risvegliò Maggie, che, stropicciandosi gli occhi, domandò: "Che succede?" Le risposte furono due, secche e simultanee: la prima gridò "Niente!" mantendendo il cipiglio severo; "Cibo!" annunciò l'altra con un sorriso a 32 denti.
La fuorilegge aprì il mantello e subito un profumo invitante, proveniente da tre spiedini di carne appesi alla sua cintura, raggiunse le narici delle affamate fuggitive.
Dame Fastarel, pur contro la sua volontà, avvertì il suo stomaco inviargli segnali di brama famelica.
Maggie sorrise e una sola sua frase bastò a riappacificare gli animi nel gruppo: "Adesso necessitiamo di nutrirci.
Dialogheremo quando avremo riacquistato le energie." Così le tre fanciulle si abbandonarono ai piaceri della gola, trascurando temporaneamente la minaccia incombente dei predatori.
  Nel frattempo nel castello reale, i membri del consiglio regio si accingevano a riunirsi.
La regina si trovava già al suo seggio a capotavola, pronta a ricevere le future lamentele, probabilmente scaturite in particolare da Quark, riguardo al suo comportamento della sera prima.
La consigliera era appena giunta, affannata, comportamento che Ilenia trovò [...]

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