Cappellina di Casa Santa Marta

“Il lavoro ci dà la dignità! Chi lavora è degno, ha una dignità speciale, una dignità di persona: l’uomo e la donna che lavorano sono degni.
Invece quelli che non lavorano non hanno questa dignità.
Ma tanti sono quelli che vogliono lavorare e non possono.
Questo è un peso per la nostra coscienza, perché quando la società è organizzata in tal modo, che non tutti hanno la possibilità di lavorare, di essere unti della dignità del lavoro, quella società non va bene: non è giusta! Va contro lo stesso Dio, che ha voluto che la nostra dignità incominci di qua”.
“La dignità – ha proseguito il Papa - non ce la dà il potere, il denaro, la cultura, no! ….
La dignità ce la dà il lavoro!” e un lavoro degno, perché oggi tanti “sistemi sociali, politici ed economici hanno fatto una scelta che significa sfruttare la persona”: “Non pagare il giusto, non dare lavoro, perché soltanto si guarda ai bilanci, ai bilanci dell’impresa; soltanto si guarda a quanto io posso approfittare.
Quello va contro Dio! Quante volte – tante volte – abbiamo letto su ‘L’Osservatore Romano’….
Un titolo che mi ha colpito tanto il giorno della tragedia del Bangladesh, ‘Vivere con 38 euro al mese’: questo era il pagamento di queste persone che sono morte… E questo si chiama ‘lavoro schiavo!’.
E oggi nel mondo c’è questa schiavitù che si fa col più bello che Dio ha dato all’uomo: la capacità di creare, di lavorare, di farne la propria dignità.
Quanti fratelli e sorelle nel mondo sono in questa situazione per colpa di questi atteggiamenti economici, sociali, politici e così via…”.
Testo proveniente dalla pagina http://it.radiovaticana.va/news/2013/05/01/messa_del_primo_maggio._il_papa:_società_ingiusta_quella_che_non_d/it1-687944 del sito Radio Vaticana

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