Caproni, Fortini, POESIA

Poesia significa in primo luogo libertà.
Libertà e disobbedienza di frontead ogni forma di sopraffazione o di annullamento della persona: di fronte adogni forma di irregimentazione o, peggio, di massificazione.
La società in cuiviviamo minaccia con sempre maggior pesantezza i più elementari diritti delsingolo: minaccia la distruzione totale del privato (della persona), per ridurregli individui a una somma di «consumatori», ai quali – nell’imperantemercificazione anche di quelle che una volta venivano chiamate leaspirazioni spirituali – si vorrebbe imporre bisogni artificialmente creati peralimentare una macchina economica che trae a sé tutto il profitto, a pienoscapito d’ogni scelta interiore.
Il poeta è il più deciso oppositore, per suapropria natura, di tale sistema.
È il più strenuo difensore della singolarità,rifiutando d’istinto ogni parola d’ordine.
E per questo il sistema lo avversa,sia ignorandolo o fingendo d’ignorarlo, sia cercando di minimizzarne lafigura con l’arma della sufficienza e dell’ironia. G.Caproni   P.Cézanne (Ch'è dopo l'ontologia.)  Mi risveglio dal sonno, è una notte d’inverno,lontani sono i sogni, il libro è caduto,non vengono rumori sul vento della città.Guarda, mi dico, non è vero che siamo d’inverno,che sono morti gli amici e orrida cosa è vivere:vedrai domani alla prima luce ci desteremoa lavarci nei fontanili. F.Fortini

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