Caravaggio

Caravaggio       Caravaggio (Milano 1571 / Porto Ercole 1610) non dipinse molto in vita sua.
Perché la vita prese spesso il sopravvento sull’arte.
E nonostante ciò, nel corso dei secoli sono state attribuite a Michelangelo Merisi molte opere.
Per alcuni troppe, per altri semplicemente dubbie.
Venticique capolavori costituiscono la retrospettiva di Roma alle Scuderie del Quirinale dal 19 febbraio al 13 giugno per il quinto centenario della morte dell’artista lombardo.
Roma è stata la città dove il Merisi ha operato di più a lungo e, infatti, la mostra (catalogo Skira) prevede anche itinerari di visita nelle chiese e nei musei della città, forse anche nel Casino Ludovisi del cardinale Francesco Maria del Monte, mecenate del giovane pittore, che sul soffitto del camerino alchemico affrescò le .
Scaturita da un’idea di Claudio Strinati, la mostra è curata da Rossella Vodret, soprintendente per il Polo Museale romano, tra i maggiori esperti dell’artista, e da Francesco Buranelli, segretario della Pontificia Commissione per i Beni culturali della Chiesa, affiancati dal Comitato Nazionale per le celebrazioni caravaggesche, guidato da Maurizio Calvesi.
Caravaggio si forma in un ambito culturale lombardo-veneto, dove inizia a porsi il problema della realtà e dei suoi risvolti etici e religiosi.
Qui avviene anche la sua maturazione spirituale, che risente della vigorosa reazione cattolica ad opera di personaggi come Carlo Federico Borromeo, impegnati a ripristinare la storica della fede.
Il percorso della mostra inizia dal soggiorno a Roma (1592-1606), in un ‘epoca in cui la necessità di imporre il credo cattolico porta al restauro e alla costruzione di chiese, arricchite da opere d’arte.
E’ di moda tra le famiglie patrizie crearsi una galleria nel proprio palazzo.
Accolto dal potente cardinale del Monte, appassionato di musica e legato agli ambienti scientifici, compreso Galileo, il giovane Caravaggio avanza su un terreno d’avanguardia.
In mostra documentano una delle sue prime e più grandi invenzioni, l’associazione della figura con la natura morta, (1593) della Galleria Borghese, (1595-96) degli Uffizi, (1597), che dopo quattrocento anni ha lasciato la Pinacoteca Ambrosiana di Milano, dove era stato collocato dal suo fondatore Federico Borromeo, che l’acquistò dal pittore.
Segue (1599) della Galleria d’arte Antica di Roma, la cui iconografia, secondo la curatrice, sarebbe una citazione testuale della Bibbia Clementina (1592).
Lo stile di Caravaggio matura rapidamente, sviluppando una forte [...]

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