Cari no-global il demonizzato liberismo potrebbe dare vantaggio alle economie del terzo mondo

PROTEZIONISMO, L'EUROPOA PECCA PIù DEGLI USA - Il Riformista 5 settembre 2003 - Il commissario al commercio Pascal Lamy ha messo in mostra i muscoli in questi giorni: l'Europa si presenta a Cancùn decisa a non ridurre il sostegno economico al comparto agricolo europeo più di quanto già annunciato a giugno con la riforma della Pac.
Ora è l'America che deve fare la sua parte, noi abbiamo già dato, sostiene Lamy.
Sulla stessa linea si è schierato anche il governo italiano: Alemanno non ha trovato di meglio che rievocare il fantasma degli Ogm e sventolare ancora una volta la bandiera del made in Italy.
Eppure mentre Lamy gira la testa dall'altra parte e l'Italia riconduce il vertice mondiale del commercio a una trattativa sui destini del gorgonzola, non c'è dubbio che la vera patata bollente di Cancùn continui a essere la contrapposizione tra nord e sud del mondo sul protezionismo agricolo.
La pressione dei paesi in via di sviluppo si fa via via più esplicita all'avvicinarsi dell'appuntamento e non potrebbe essere diversamente perché in gioco ci sono gli interessi della nostra agricoltura ipersovvenzionata, ma anche le vite di centinaia di milioni di piccoli coltivatori e consumatori poveri del terzo mondo.
Stando a uno studio pubblicato alla fine di agosto dall'International Food Policy Research Institute (Ifpri), infatti, il danno inferto alle economie dei paesi in via di sviluppo dalle politiche agricole dei paesi industrializzati - dell'Europa innanzitutto - è maggiore di quanto finora ipotizzato.
L'Ifpri - che fa parte della rete internazionale di istituti storicamente legati alla rivoluzione verde e si distingue per i suoi studi all'interfaccia tra tecnologia, economia e policies - ha anticipato i dati ricavati grazie a un modello dell'economia mondiale che simula gli effetti di possibili cambiamenti nelle politiche del commercio agricolo, studiando l'andamento di 18 settori economici nei paesi in via di sviluppo e considerando per la prima volta alcuni effetti dinamici come l'impatto delle politiche agricole sull'occupazione.
Il quadro che emerge è impressionante: protezionismo e sussidi da parte delle nazioni industrializzate costano ai paesi in via di sviluppo circa 24 miliardi di dollari all'anno in mancate entrate per il comparto agricolo.
Le perdite maggiori in termini assoluti riguardano America Latina e Caraibi, ma alcuni paesi dell'Africa sub-Sahariana pagano un prezzo pesantissimo in termini percentuali con mancati guadagni che sfiorano il 15% delle entrate agricole complessive.
Le misure [...]

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