Carl Rogers- a way of being

"E' così facile curarsi degli altri per ciò che io penso che siano, o vorrei che fossero, o sento che dovrebbero essere.
Curarsi di una persona per quello che é, lasciando cadere le mie aspettative di ciò che essa dovrebbe essere per me, lasciando cadere il desiderio di modificare questa persona in armonia con le mie esigenze, é la via più difficile, ma anche la più maturante, verso una relazione intima più soddisfacente."  (Carl Rogers, Un modo di essere, Martinelli, Firenze, 1983) La nostra prima reazione di fronte all'affermazione di un altro è una valutazione o un giudizio, anziché uno sforzo di comprensione.  Quando qualcuno esprime un sentimento o un atteggiamento o un opinione tendiamo subito a pensare 'è ingiusto', 'è stupido', 'è anormale', 'è irragionevole', 'è scorretto', 'non è gentile'.  Molto di rado ci permettiamo di 'capire' esattamente quale sia per lui il significato dell'affermazione.
Una delle ragioni principali della resistenza a comprendere, è la paura del cambiamento: se veramente mi permetto di capire un’altra persona, posso essere cambiato da quanto comprendo.
Se diamo valore all'indipendenza, se siamo disturbati dal crescente conformismo della conoscenza, dei valori, dagli atteggiamenti, che vengono indotti dal presente sistema, allora possiamo desiderare di stabilire delle condizioni di apprendimento che stimolano l'unicità, l'autodeterminazione, e l'auto-apprendimento.
Ogni persona è un'isola in se stessa, e lo è in un senso molto reale, e può gettare dei ponti verso le altre isole solamente se vuole ed è in grado di essere se stessa.
Quel che sono è sufficiente, se solo riesco ad esserlo.

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