Caro amico ti scrivo

Caro amico, mi chiedo se ogni tanto ti fermi a riflettere quanto brutto sia questo tuo agire, quanto scorretto  sia usare le  persone  per ferirne altre...
perché tu è questo che stai facendo...
 Ti spertichi in complimenti verso una persona  di cui m'hai sempre detto non fregartene nulla, la lodi e le dai manifestazioni d'affetto che non hai mai mostrato (e poi sarei io la ruffiana), solo perché vuoi ferire me senza renderti conto che così mi convinci sempre più di quanto  tu sia ancora dolorosamente coinvolto.
Anche la scelta delle parole che usi per fare lo sbavoso, come ad esempio dirle che le vuoi bene perché non è ruffiana e che è sincere usando le stesse identiche  parole che a me usi invece  al contrario  per offendermi.
NON è per dire a lei quelle cose, ma è l'intento di ferire me, perché tu sei così, quando non riesci a controllare la situazione  hai reazioni scomposte.
Un altro piccolo esempio? Hai scritto sul blog  che le dirai in privato della visita fatta in ospedale.
Ma lei non te lo aveva chiesto pubblicamente, perché dunque  scriverle ora e nei commenti che le notizie gliele avresti date in privato in quanto argomento delicato? Una persona normale semplicemente avrebbe mandato un messaggio, una mail o un sms a chi voleva e tu invece, poiché nella tua testa devi punirmi per qualcosa (forse perché non vengo più a scrivere nel tuo blog e perché ero sparita per un paio di giorni per cui  te la sei presa) hai  usato quella frase proprio perché io ti avevo chiesto di informarmi dell'esito di quella stessa visita.
Ed il bello è che,  nonostante tutto, non riesco ad incazzarmi e mi fai invece una tenerezza infinita.
Quello che non riesco a spiegarmi, è perché mi ostino a considerarti ancora un amico; sarà quel pizzico di masochismo che alberga in ognuno? Mah!  

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