Casa

               E' la mia casa quando ci entro, è un luogo qualsiasi quando ci esco sebbene il ricordo lo renda sempre e solo legato a ciò che è stato vissuto.
Quando arrivo le mura iniziano a palpitare, a rimestare le sensazioni custodite nella memoria, improvvisamente l'aria si riempie del suo odore che cerco affannosamente tra i vestiti, come una sorta di continuità dall'ultima volta.
Il tempo si confonde.
E' stato ieri?  È stato oggi? È stato domani? Non è importante.
Io sono qui, nella mia casa che si riversa dentro di me ogni volta che la lascio per ritornarci di nuovo ieri oggi e domani.Ma il tempo si è beffato del sogno, mi ha costretto a rientrare in casa per puro caso.
C'è disordine e confusione, i muri si stanno condensando, l'aria è rarefatta e tenta di depurarsi da sola.
Le lenzuola appallottolate disegnano ancora le nostre sagome, così come le teste sul cuscino.
Ma noi non ci siamo più, il tempo ha iniziato la sua folle corsa.
Ci sono solo le impronte e i segni inequivocabili del nostro abitare sdegnoso.
Ed io ho fatto di tutto per salvarli tutti, uno ad uno, senza pensare che l'immobilità non esiste.
Stavo bene e basta.
E si sa alcune cose si trasformano in altari sotto vuoto dei sentimenti.
Ma il mondo si muove e non vuole attaccarsi a niente. Tra pochi attimi entrerà in casa per raccogliere con lo sguardo e con l'olfatto la frenesia amorosa delle nostre notti e la follia delirante del nostro arrivederci.
E che sia stato amore o dolore, gioia o sofferenza, in ogni caso le sue mani cancelleranno i segni dei nostri momenti, che non ci saranno più, se non dentro la nostra pelle.
Non voglio che sia lui a farlo.La casa è un luogo, la mia casa è dentro di me, ovunque vada lei mi segue sempre.
A pulire si impara, a lasciare ci si abitua, come a soffrire.
Ma chiunque varcherà la mia porta mai dovrà sentirsi in dovere di pulirmi con gli stracci ancora insanguinati.
Perché ad ogni gesto può scattare il pensiero perverso della non esistenza.
Basta ascoltare il vento per rendersene conto. Sarò io a farlo come gesto d'amore verso il prima e verso il dopo, oltre ogni tentativo di comprensione.

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