Caserta, sequestrati 12 pozzi con livelli elevatissimi d'arsenico

Roma, 13 feb.
(askanews) - Pozzi contaminati, anche da arsenico.
Una situazione definita "allarmante" dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere che ha coordinato le indagini, con i carabinieri del nucleo di polizia ambientale e del Noe di Caserta, che hanno portato al sequestro di 12 pozzi nel casertano, utilizzati sia per uso domestico che per fertirrigazione e su cui è stata riscontrata una "severa contaminazione da metalli pesanti".
Il Procuratore di Santa Maria Capua Vetere Maria Antonietta Troncone.
"Abbiamo proceduto al sequestro di pozzi nell'area Saint Gobain di Caserta, connotati da particolare inquinamento, in particolare arsenico per valori elevatissimi, fino a 850 volte superiore alla soglia consentita, questo sequestro non è la fase finale dell'operazione ma è solo un primo passaggio, andrà poi accertato il livello di inquinamento nella zona e nella falda sottostante".
L'area è conosciuta da decenni come la "piscina rossa", per liquami con arsenico e altre sostanze chimiche sul fondo di una cava, residui dell'attività di lavorazione di un'industria di ferro e vetro.
Poi sulla piscina, interrata con tonnellate di rifiuti, sono state costruite abitazioni e insediamenti produttivi.
Una zona in cui si è registrata un'alta incidenza di tumori anche se non è possibile collegarla direttamente con i pozzi contaminati.
Adesso, bisognerà stabilire le responsabilità.
"Si è proceduto con urgenza per tamponare gli effetti su chi abita lì intorno e per l'ambiente in generale, le attività andranno avanti anche per identificare i responsabili".
"Non compete alla Procura avviare le bonifiche, ma agli enti amministrativi preposti e auspichiamo che la problematica venga presa a cuore e affrontata in tutta la sua drammaticità".

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