Caso Abbazia di Calena - L'Arcivescovo D'Ambrosio scrive al ministro dei beni culturali Franceschini

Caso Abbazia di Calena - L'Arcivescovo D'Ambrosio scrive al ministro dei beni culturali Franceschini lunedì 18 gennaio 2016 ore 09:28   Lecce 12 gennaio 2016 - Signor Ministro, da tempo sto rimandando questa  lettera che indirizzo a lei quale Ministro dei Beni  e delle Attività Culturali e del Turismo e dunque all’Autorità competente nella questione che lei già conosce e che ora vengo ad esporre.
Devo confessarle che ciò che mi ha spinto a mettere mano a questo scritto è l’evidenza del suo impegno, della sua passione, della sua tenacia e della sua competenza nella difesa e tutela del nostro patrimonio artistico, non ultimo i bei risultati raggiunti a Pompei.
Come legge sono l’Arcivescovo della capitale del ricamo della pietra, come amo definire la mia Lecce.
Ma per ora non  vengo a parlarle o a presentarle i molti problemi che mi travagliano come vescovo di questa città per tutelare le sue stupende e inimitabili Chiese e monumenti sacri, espressioni raffinate del ‘barocco leccese’.
Sarei contento e onorato di una sua visita in questa nostra città perché ne ammiri la sua bellezza e ci dia una mano nel tentare di mettere mano al degrado di molte sue Chiese.
Ma ciò che mi spinge a chiedere il suo autorevole intervento   è una ‘questione di cuore’.
La mia terra natale è il Gargano, in particolare la cittadina  che pochi giorni fa dal Touring Club è stata annoverata fra i primi dieci borghi marinari d’Italia più belli: Peschici.
Il Dio Creatore non è stato avaro nel distribuire i tratti della sua bellezza nelle opere create.
Accanto alle meravigliose bellezze naturali: spiagge, coste, insenature, grotte marine, pinete – devastate qualche anno fa da un terribile, rovinoso incendio -, c’è una perla artistica del X-XII secolo: l’Abbazia di Santa Maria di Calena che ha mosso i suoi primi passi nel IX-X secolo con la presenza di una comunità monastica benedettina.
Una lunga storia.
I monaci benedettini per secoli sono stati maestri di fede, di arte, di cultura, di lavoro (vigneti, oliveti, pesca,….) Una storia che conosce il suo arresto verso la fine del XVIII secolo quando passa al Demanio  l’Abbazia con tutte le sue pertinenze: due chiese, fattorie, scriptorium in forte degrado.
A questo periodo si parla di un’asta che assegna alla famiglia Martucci di Peschici l’intero complesso abbaziale trasformandolo in una azienda agricola.
Il grande storico dell’arte E.
Bertaux ha analizzato  nelle sue pubblicazioni le due Chiese presenti nel complesso abbaziale che presentano rare e interessanti [...]

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