Caso Fadil, pm: sullo stesso piano avvelenamento o malattia

Le ipotesi che la morte di Imane Fadil, una delle testimoni chiave del processo Ruby, sia dovuta a una malattia rara o ad avvelenamento sono sullo stesso piano e “hanno pari dignità”.
E’ quanto hanno spiegato il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e il pm Luca Gaglio che coordinano le indagini sul caso della modella marocchina, aggiungendo che ancora non si sa la data dell’autopsia, che sarà decisiva.
L’esame inizierà con alcuni prelievi di organi per accertare l’eventuale presenza di radioattività.
“Dal punto di vista tecnico-processuale la morte” di Imane Fadil “nuoce alla difesa di Berlusconi perché le sue dichiarazioni entrano nel processo direttamente e così noi non possiamo procedere con il controesame”.
Lo ha detto il legale di Berlusconi, Federico Cecconi, al termine dell’udienza di un filone del caso Ruby ter.
“Quando muore una persona – ha aggiunto – la massima forma di dolore non è un’espressione retorica”.
Sulla misteriosa morte “non voglio esprimere opinioni”, ha concluso.