Caso Skripal, Mosca reagisce cacciando 60 diplomatici Usa

Mosca (askanews) - Clima da guerra fredda tra Cremlino e paesi occidentali.
La Russia ha annunciato un'espulsione di massa di diplomatici americani, come rappresaglia alle mosse coordinate da parte dei paesi occidentali per isolare Mosca dopo l'avvelenamento dell'ex spia doppia Sergei Skripal e della figlia Yulia in Gran Bretagna col gas nervino.
Londra ha attribuito a Mosca la responsabilità dell'attacco.
A sancire uno dei momenti peggiori nei rapporti tra la Russia e l'Occidente nel dopoguerra, il ministro degli Esteri Sergei Lavrov con l'annuncio ufficiale che Mosca espellerà 60 diplomatici Usa e chiuderà il consolato americano a San Pietroburgo in risposta alle analoghe azioni dei paesi occidentali.
"Anche per gli altri paesi valgono le misure simmetriche di rappresaglia che includono l'espulsione dell'equivalente numero di diplomatici" ha detto Lavrov.
Dura la reazione di Washington.
"La Russia ha scelto di adottare questa misura disdicevole che non ha giustificazioni e gli Stati uniti si riserveranno il diritto di rispondere" ha detto Heather Nauert portavoce del Dipartimento di Stato americano.
In tutto oltre 150 diplomatici russi sono stati espulsi da Stati Uniti, paesi Ue, paesi Nato e altre nazioni alleate in un'azione coordinata contro Mosca.

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