Cassazione: collare elettrico antiabbaio è maltrattamento

Segue un orientamento consolidato la sentenza della Cassazione che ha ribadito che l'uso del collare elettrico antiabbaio è maltrattamento.
L'articolo 727 del Codice Penale contempla la detenzione di animali "in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze".
E' a questo articolo che si richiama la Cassazione con una sentenza del 17 settembre in cui ribadisce che "l'uso del collare antiabbaio, a prescindere dalla specifica ordinanza ministeriale e dalla sua efficacia, rientra nella previsione del codice penale che vieta il maltrattamento degli animali".
Il principio di diritto, già contenuto in una sentenza del 2007, era stato affermato in relazione al semplice "uso" del colare antiabbaio, senza arrivare agli estremi dell'abuso dell'utilizzo.
Il proprietario utilizzava il collare elettrico "per reprimere comportamenti molesti"; il veterinario che aveva visitato l'animale rilevava che "non sussisteva alcuna ragione che imponesse l'uso di tale dispositivo, ritenuto uno strumento invasivo e doloroso nonchè contrario alla natura del cane".
L'animale era stato rinvenuto "mentre vagava incustodito sulla pubblica via" con il collare antiabbaio.
Secondo il veterinario, si legge in sentenza, "l'uso di tale collare produce effetti difficilmente valutabili sul comportamento dell'animale, talvolta reversibili, altre volte permanenti, ma comunque considerabile maltrattamento".
La Cassazione ritiene che "il collare elettrico sia certamente incompatibile con la nature del cane", perché" il dispositivo si fonda sulla produzione di scosse o altri impulsi elettrici che, tramite un comando a distanza, si trasmettono all'animale provocando reazioni varie.
Trattasi in sostanza di un addestramento basato esclusivamente sul dolore, lieve o forte che sia, e che incide sull'integrità psicofisica del cane poiché la somministrazione di scariche elettriche per condizionarne i riflessi e indurlo tramite stimoli dolorosi ai comportamenti desiderati produce effetti collaterali quali paura, ansia, depressione e anche aggressività (nella specie, la condotta del padrone è ancora più illecita e ingiustificata avendo il cane un'indole docile e remissiva)".
Da anmvioggi.it - Foto dal web

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