Cassazione, il vademecum delle 'leggerezze' che in ufficio si pagano. Dalle telefonate al caffè

I giudici della Cassazione (sentenza n.
4509) hanno sostenuto gli effetti benefici della pausa caffè durante l'orario di lavoro, precisando che tutte le pause finalizzate al recupero delle "energie psico-fisiche" sono lecite, in quanto dopo la pausa segue un "migliore espletamento del servizio".
Ma attenzione a non abusare dei momenti di relax.
La Suprema Corte ha infatti recentemente stilato il vademecum dei comportamenti che possono costare il posto di lavoro, e assentarsi dalla propria postazione per motivi che non siano di servizio rientra nel novero dei comportamenti a rischio.
Ecco le "leggerezze" dalle quali stare in guardia.
RICARICHE TELEFONICHE - Si era allontanato dal posto di lavoro sostenendo di dovere effettuare una ricarica al telefono cellulare.
Il lavoratore in questione, Giuseppe M., era una guardia giurata che operava nel salernitano e che, allontanatosi, non si era attivato nemmeno a rapina in corso.
Licenziato in tronco per giusta causa.
TELEFONATE FIUME - Sono tanti i casi di dipendenti pubblici che, nel corso della loro giornata lavorativa, si sono attaccati al telefono per ragioni private un po' troppo a lungo.
In molti casi il lavoratore ha pagato con il licenziamento perché secondo la Cassazione "troppe chiamate private ledono il rapporto fiduciario con l'azienda se vengono fatte da chi svolge un'attività che richiede particolare attenzione".
GLI ATTACCABRIGHE - Il comportamento "poco collaborativo" e "talvolta offensivo" verso i colleghi autorizza il datore di lavoro al licenziamento.
Per non parlare degli impiegati un po' troppo inclini al litigio che passano alle "vie di fatto".
Ai fini del siluramento, hanno osservato i giudici con l''ermellino', pesa il "contatto fisico violento fra i due litiganti, tale da integrare gli estremi delle percosse, anche se non necessariamente delle lesioni personali".
METTERE ZIZZANIA - La serenità in ufficio è tutto.
Mettere pertanto zizzania tra i colleghi puo' essere una leggerezza censurabile, se non con il licenziamento, certamente con un trasferimento.
A fare le spese della pronuncia degli ermellini un elettricista veneziano colpevole di "rovinare spesso l'ambiente di lavoro", mettendo zizzania tra i colleghi.
PAUSA CAFFE' - Tollerato il break soltanto se limitato a "pochi minuti".
In questo caso un dipendente che si era fatto male durante la classica pausa caffè in ufficio si è visto negare il risarcimento danni perché il break era durato "più del dovuto".
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