Castagna del Monte Amiata Igp

La castanicoltura nell’area del monte Amiata ha da sempre avuto diffusione, grazie alle condizioni climatiche particolarmente favorevoli, tanto che già negli statuti delle comunità dell’Amiata del XIV secolo si ritrovano specifiche norme per la salvaguardia e lo sfruttamento dei castagni, sia riguardo ai frutti sia riguardo alla legna.
L’importanza di questa coltura era motivata dal fatto che la castagna è stata per molto tempo quasi l’unica fonte di cibo per le popolazioni montane in alcuni periodi dell’anno.
Come si consuma Tutta la bontà della castagna si assapora pienamente in autunno.
I frutti, arrostiti o lessati, possono essere gustati accompagnati a buoni vini moscati.
Come si riconosce Il sistema di etichettatura della Castagna del Monte Amiata Igp Su ogni confezione di Castagna del Monte Amiata Igp nelle sue tre varietà: Marrone, Bastarda rossa e Cecio viene apposto il sigillo di garanzia costituito dal bollo dell’organismo di controllo e da un’etichetta inamovibile.
L’etichetta riporta le seguenti indicazioni: a) il logotipo della «Castagna del Monte Amiata» composto dal disegno di due castagne parzialmente sovrapposte di colore marrone chiaro che va sfumando all’interno, con contorni molto marcati e con l’ilo delle castagne di colore giallo chiaro.
b) la dicitura «Castagna del Monte Amiata», seguita immediatamente dalla menzione dell’ «Indicazione geografica protetta» (I.G.P.); c) il nome della varietà delle castagne contenute nella confezione (Marrone, Bastarda Rossa, Cecio); c) il nome, cognome o ragione sociale del produttore, nonché la ditta e la sede di chi ha effettuato il condizionamento del prodotto; d) la quantità di prodotto contenuta all’origine nei contenitori.

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