Castiglion Fiorentino (AR): La ciaccia coi ciccioli

daniela per golagioconda Nella provincia di Arezzo (area Valdichiana aretina) non è Pasqua senza la Ciaccia con i (coi) ciccioli.
Durante la settimana c’è proprio la corsa al forno dove la fanno più buona.
Non andate all’ultimo momento perché non la troverete.
E che sarà mai! Sarà (punto); perché dai castiglionesi, cortonesi, foianesi e tutti gli altri …esi, abitanti della provincia di Arezzo, è un prodotto tradizionale molto sentito e quindi richiesto e prenotato con largo anticipo.
Come tutte le tradizioni, e gli albori, che si rispettino l’usanza è di origine contadina dove vigeva il riuso degli avanzi, in questa caso: il rigatino.
Sì, perché la particolarità di questa ciaccia è che viene insaporita da pezzetti di rigatino o pancetta.
Il resto segue la preparazione del pane, e cioè: “Far lievitare per circa tre ore l’impasto – spiega Davide Mascagni (del Panificio aretino Fratelli Mascagni, loc.
Montecchio Vesponi, Castiglion F.no) – ottenuto da farina, lievito di birra, sale, pepe, olio e pezzetti di pancetta”.
Per le dosi: 1 kg di farina 0, 1 cubetto di lievito di birra, 2 cucchiaini circa di sale e pepe, circa un etto di rigatino (tagliato a cubetti), una tazza di acqua tiepida (quantità da regolare).
Dopo la lievitazione, l’impasto va modellato a forma di pagnottella e messo in forno preriscaldato.  E qui sta la buona riuscita della ciaccia: il forno a legna! Quando assume un colore dorato, è cotta.
La sacra tradizione vuole che sia mangiata a colazione la mattina di Pasqua insieme all’uovo benedetto, il cappuccino è escluso!

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