Castiglioncello (LI): XXXIII Premio Letterario

  SABATO 28 AGOSTO 2010 – Castiglioncello ore 18.00 - LA LIMONAIA - Parco del castello Pasquini presentazione dei tre volumi finalisti: 1.
ERMANNO CAVAZZONI Il limbo delle fantasticazioni Quodlibet Com'è che uno si mette a dipingere o a scrivere? cosa spera da questo l'umanità? E l'arte? questa parola così pomposa che promette un pezzo di eternità; forse dovrebbe essere piuttosto un'umile cosa, una forma tra le tante di maniacalità.
Forse.
Questo libro tratta di tali questioni: di come possa essere un guaio far carriera nell'arte, e di come al contrario sia benefica la libera attività di fantasticazione; di come un buon romanzo cresca come cresce il pattume; se gli angeli potrebbero essere dei romanzieri (ma sembra di no), e da dove prendono i critici la loro autorità (non si sa); del perché l'incendio sia il destino degli zombi e dei libri; dell'uso dei numeri in letteratura; e poi il comico, che cosa sia, detto qui per la prima volta comicamente, come tutto il libro d'altronde, che sarebbe un serio trattato di filosofia se non fosse un trattato comico, e un modo inusuale di narrativa 2.
FRANCESCO RECAMI Prenditi cura di me Sellerio Stefano ha quarant'anni, vive a Firenze e la sua vita fa acqua.
Non ha figli e la moglie lo ha lasciato.
E dopo due attività messe in piedi con amici e presto fallite, si ritrova a fare il trasportatore con partita Iva per una coop.
Pieno di debiti.
Capace soltanto di inconsistenti fantasie, brevi come uno spot pubblicitario.
Per anni, suo obiettivo è stato impadronirsi del gruzzolo depositato sul conto bancario della madre: per raggiungerlo non ha risparmiato bassezze (perfino una finta gravidanza della moglie).
Ma l'anziana signora non ha mai ceduto: convivono in lei le chiusure sospettose del mondo contadino e la nuova grettezza urbana.
E una donna anziana e nel suo rapporto con il figlio e con il marito morto si riflette tutta l'ansia solitaria di chi è maggioranza anagrafica ed è nel contempo fuori posto nella nuova società italiana che affida a badanti la vecchiaia.
La partita crudele tra i due sembra risolversi quando la madre ha un ictus.
Una morte sospesa che però di partita ne apre un'altra: ora è Stefano che deve prendersi cura della madre, e questa responsabilità lo tramortisce.
C'è da affrontare l'inferno dell'insensatezza delle strutture sanitarie, della solidarietà ambigua, di un futuro caotico e congestionato come il traffico della città, che per Stefano nel suo furgone è incubo quotidiano.
A questo punto non ci sarebbero più scuse per differire la [...]

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