Catastrofe

La catastrofe ci sarà.
Lo dico per convinzione e non per pessimismo.
Anzi.
Sono convinto che non tutte le catastrofi vengano per nuocere...
La catastrofe, intesa come interruzione o svolta, è quel qualcosa di inevitabile che ci salva, ci consente di rimetterci in carreggiata nei confronti di una realtà che è stata allegramente ignorata.
Per troppo tempo abbiamo pensato che il meccanismo da noi immaginato, quello di una crescita ininterrotta, disordinata e soprattutto sperequata fosse uno status quo possibile, ma via via, per poter credere in questo mito, abbiamo dovuto chiudere gli occhi su una realtà che ci si stava ribellando contro.
Perfino in America, la patria della mobilità sociale, si è creduto per un attimo di poter mantenere un sistema in cui i ricchi sono sempre più ricchi e sempre di meno e i poveri aumentano.
Poteva durare? Allontaniamoci per un attimo dalla politica e parliamo d’altro: sempre in America si è creduto di poter porre un freno oscurantista allo sviluppo scientifico, cosa impossibile di per sé, ma momentaneamente fattibile.
La Chiesa, dal canto suo, ha aiutato, pretendendo di bloccare lo sviluppo scientifico, In molti casi c’è riuscita (da noi più che altrove, naturalmente) ma alla lunga l’impresa è impossibile e anch’essa prima o poi si sveglierà in un mondo che non riconosce, un mondo che noialtri già abitiamo, sia pure mentalmente.
Sia chiaro: la Chiesa fa solo il suo dovere, che è quello di delegittimare, o meglio, asservire qualunque altro strumento di conoscenza che non sia sotto il suo controllo.
Per lei ammettere che la scienza è il modo più sicuro e proficuo di conoscere il mondo e di progredire significa dover necessariamente abdicare al suo ruolo di potere, perché essa è portatrice di un diverso modo di interpretare il mondo, oscurantista e fallimentare.
E’ il vecchio problema di Galileo: condannato non perché proclamasse una singola verità in contrasto con la fede, ma perché pretendeva, sul piano metodologico, che il suo cannocchiale fosse più affidabile della bibbia quanto a capacità di produrre verità.
Prima o poi però arriva la resa dei conti, la realtà si ribella e si riprende ciò che è suo.
Torniamo alla politica: un mondo in cui lo stato, la comunità per eccellenza, diventa lo strumento che protegge gli affari di pochi a scapito delle certezze di molti, non dura a lungo.
Le comunità politiche servono a produrre certezze: certezza del proprio ruolo in primis, dunque certezza del lavoro.
Certezza di una assistenza in vecchiaia, dunque sanità [...]

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