Caterina va in città!

E qualcuno se ne accorge.
Nel film di Virzì, si puo notare il difficile mondo della società attuale, piena di stereotipi, di omologazione.
Un mondo in cui è effettivamante impossibile per chi proviene dalla semplicità, dalla naturalezza,dalla genuinità di un paesino ambientarsi.
La nuova realtà si può prendere di petto, si può usare per coltivare la propria ambizione, con il rischio di esserne esclusi (come agisce il padre della protagonista) o essere assorbita passivamente, traendo il più possibile esperienze al fine di costruirsi una propria identità (alla maniera della protagonista Caterina).La quale è una ragazzina molto timida, ma a mio avviso di forte spirito critico.
Anche se non manifesto, aggressivo, palese.
Senza presunzione, nè chiusura, si può capire chi si è.
Non necessariamente vedendo l'aspetto sociale quantitativamente, ma concentrandosi sulla qualità, sul valore dei singoli individui e delle singole relazioni.Spirito critico ed omologazione entrano in conflitto perenne, ma solo se si ha necessità di apparire, di ricevere consenso, di farsene scudo ed arma da taglio allo stesso tempo.

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