Cavalli Di Razza In Versione “Unplugged” – Band Of Horses – Acoustic At The Ryman

Band Of Horses – Acoustic At The Ryman – Brown Records/Spin-Go Ci sono gruppi che esigono un ascolto accurato prima di rivelarsi i “cavalli di razza” che nel corso della carriera sono poi diventati.
I Band Of Horses rientrano in questa categoria: dopo lo splendido debutto con Everything All The Time (06) su Sub Pop Records (che conteneva The Funeral, una canzone che ha raccolto parecchi consensi nel circuito alternativo), a cui fecero seguito altri lavori meno ispirati ma sempre di buon livello come Cease To Begin (07), Infinite Arms (10 e Mirage Rock (12), è con questo live set acustico che (per chi scrive), fanno il salto di qualità http://www.youtube.com/watch?v=RxWSEZfplow .
Il background artistico dei Band Of Horses, trio proveniente da Seattle, formato dal leader e cantante Ben Bridwell, con i suoi “stallieri” Rob Hampton e Creighton Barrett, dopo l’indie-rock delle prime uscite (il debutto e Cease To Begin), aveva in seguito intrapreso la strada di un pop-rock venato di country (Infinite Arms), per poi sterzare verso il folk-rock (Mirage Rock), rincorrendo negli anni un sound e una scrittura tipica della grande tradizione rock americana.
Acoustic At The Ryman è il primo disco dal vivo del gruppo, registrato in due serate presso lo storico e mitico teatro di Nashville, con una strumentazione interamente in assetto acustico, con violoncello, chitarre, pianoforte e percussioni delicate.
I dieci pezzi presentati sono tratti in modo omogeneo da tutti i dischi della band, alternando brani di grande impatto strumentale, ad altri momenti cantati, dalle ricche armonie vocali (nei brani storici).
E allora idealmente saliamo sul palco con Benjamin Bridwell voce e chitarra, Ryan Monroe piano e chitarra, Tyler Ramsey alle chitarre, Bill Reynolds al basso e Creighton Barrett alle percussioni per introdurre l’iniziale Marry Song e Detlef  Schrempf (dedicato ad un grande giocatore tedesco del  basket professionistico USA) http://www.youtube.com/watch?v=m5dt01gDJ5Y , due dei tanti brani “rubacuori” del gruppo, mentre Slow Cruel Hands Of Time viene riproposta in una versione minimalista.
Un tenue accordo di chitarra introduce la corale Everything’s Gonna Be Undone, a cui fanno seguito due cavalli di battaglia come No One’s Gonna Love You e Factory, che sembrano state scritte appositamente per queste versioni acustiche.
Dopo una breve pausa (per accordare gli strumenti) si riparte con una Older in stile Crosby, Stills, Nash & Young, mentre la seguente Wicked Gil viene rivoltata come un calzino (sembra [...]

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