Censura sulla stampa a Genova e Venezia nel Seicento

A Genova nel Seicento la censura libraria venne decisamente incentivata da un fatto clamoroso che va sotto il nome di Congiura Vachero (vedi qui gli estremi della vicenda e della tragica sua conclusione) così nominata da chi ne resse le trame vale a dire il ricco borghese Giulio Cesare Vachero che, come dice la denominazione dell'evento, ne ordì le trame a pro del Duca sabaudo Carlo Emanuele I nel 1628: la repressione come si legge fu terribile con un'evidente funzione catartica ed ammonitrice ma anche il riflesso sulla classe dirigente di Genova che optò per una scelta decisiva, tale da istituire la Magistratura degli Inquisitori di Stato per molti aspetti elaborata sull'organigramma del pressoché omonimo Istituto già esistente a Venezia per certi aspetti evolutosi vieppiù dopo che la Chiesa superata la "fase sperimentale degli Indici dei Libri Proibiti" estese, con intenzioni universali e quindi sovranazionali, la funzione del vero e proprio primo Index Librorum Prohibitorum del 1558...

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