Cerbiatta bianca

Dolce è la tua carnedi cerbiattabianca, liscia, felpata.Dalla tua mano sudatache stringeva la mia nel veloce saluto estivoinsospettabile certola morbidezza e la dolcezza della tua pelle.Di certo sei cresciuta con il latte della pecora sarda,ti sei nutrita con l'olio, col pane, con il vinospremuti dai fertili colli di Dòliaperchè profuma di terra la tua pelleperchè sei liscia come il petalo d'una rosa bianca.Non è l'abbondanza della tua terraad assomigliartiè la qualità.Non hai le grandi curveche sbalordiscono chi se le ritrova improvvisamente davanti.Non hai lo sguardo nè sensualenè folgorante.I tuoi occhi sono piccoli e lucidicome i tuoi seniqueste minuscole bacche delizioseche sembrano appena spuntate.La lunga consuetudine ti rende desiderabileti fa apprezzare al di là delle apparenze.Il tuo sguardoil tuo parlare è professionale:solo per acuire il desideriodi chi, scoperto il tuo segreto,immagina quanto c'è ancoradi nascosto e di tenero, quanta dolcezza, in altra sede,potrebbe trasmettere una sola carezza.Ma una carezza non basterebbe:nella pelle del tuo corpoè la dolcezza di cui vorrei vestirmi,e neppure uno sguardo significante mi concediche possa fare almeno sognare.

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