Challenger – Il soprannome: Terminator

Divento così bravo a sfidare le idee progettuali da meritarmi il soprannome di Terminator, il protagonista, interpretato da Arnold Schwarzenegger, dell’omonimo film di fantascienza diretto da Jameses Cameron nel 1984.
Sono un Terminator per la capacità di identificare buchi logici e falle, immediatamente evidenziati alla prima lettura dei documenti che mi sono sottoposti, spesso in diretta durante la prima riunione con il gruppo di lavoro che ha redatto i documenti analizzati.
Del resto il Challenger può rimanere tale solo per un arco limitato di tempo, poi, a forza di misurarsi con l’idea progettuale e di interagire con il gruppo di lavoro, s’inquina e perde la propria capacità di pensiero autonomo e parallelo.
  Di idee progettuali ne ho veramente “terminata” una sola, tutte le altre sono state “sfidate”, per questo, a valle della conseguente revisione, giudicate migliorate dal gruppo di lavoro che le aveva elaborate.
Questo successo nel ruolo di Challenger non mi ha evitato di essere gentilmente “odiato” dai colleghi e, pur non avendo avuto necessità di girare con il giubbotto antiproiettile, il soprannome di Terminator rappresenta l’eco di questo “odio” che testimonia l’efficacia del lavoro svolto come Challenger.
 

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