Challenger – Lo scopo: Analisi Critica

  A metà degli anni 1990, in un'azienda di sevizi di Information Technology, in cui ho complessivamente passato 12 anni di vita lavorativa, mi ritaglio il ruolo del Challenger, lo sfidante.
Qualunque idea progettuale sia messa a punto dai colleghi, qualunque offerta veicoli questa idea progettuale verso un cliente, questa idea deve passare il vaglio del Challenger.
Il Challenger rimane estraneo al gruppo di lavoro che si occupa di definire l'idea progettuale: per non inquinare il proprio pensiero con le mille discussioni, con le diverse possibilità di approccio via via esaminate, con i ragionamenti, che all'interno del gruppo di progetto è logico e funzionale che si sviluppino; per non innamorarsi dell'idea progettuale faticosamente messa a punto dal gruppo di progetto, cosa che inevitabilmente avviene e genera inerzia al cambiamento.
Lo scopo del Challenger è fare una serrata analisi critica dell'idea progettuale allo scopo di identificarne: i punti deboli tecnici, economici o commerciali; le carenze concettuali, siano esse inconsistenze, incoerenze logiche, meri errori; i passaggi non facili da comprendere, esposti in modo oscuro o criptico.
Il ruolo del Challenger è fare quello che comunemente si definisce l'Avvocato del Diavolo.
 

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