Checco? Cacio e pepe, che delusione

Torno da Checco er Carrettiere (a Trastevere) dopo un po' di tempo.
Le verdure restano di qualità (zucchine in scapece meglio dei carciofi, pur buoni.
Ottimi i peperoni e la torta di patate).
Il cacio e pepe è una delusione colossale.
Quantità sempre generosa, ma qualità insufficiente.
Cottura leggermente passata, condimento inadeguato, poco cacio, pochissimo pepe (questo si può correggere col macinino), troppo asciutto il risultato.
Dove sta la cremina che rende indimenticabile il cacio e pepe? Quella lieve liquidità che avvolge lo spaghetto senza lasciare acquosità nel piatto, quella punta di piccante del pecorino che impedisce l'uso del parmigiano nelle escuzioni vere, quella mantecatura capace che non fa appallottolare gli spaghetti...
Il cacio e pepe così lo faccio pure io, che sono milanese.
A Trastevere questo non è accettabile.
E lo dice - ripeto - un milanese.
L'unica cosa in linea con Trastevere è il prezzo: spaghetti cacio e pepe 18 euri?! Ma siamo pazzi? Amo spendere al ristorante, perché credo che il cibo, per chi ha la fortuna di non averne necessità, è solo godimento, piacere, "lussuria" (la cosa che più si avvicina al sesso, credo: sarà perversione? A volte è persino meglio...
Sì, perversione!).
Ma non sono insensibile al rapporto qualità/prezzo.
Spiacerebbe che un indirizzo romano "vero" (una volta?) si fosse solo adeguato al turista mordi e fuggi.
Ci torno? Non ci torno?

Leggi tutto l'articolo