Chelsea, Ancelotti su Mourinho: "Non sarà licenziato, e fanno bene"

I due erano insieme ieri alla proiezione del film su Cristiano Ronaldo: "Non ho potuto parlare con lui, ma abbiamo un buon rapporto.
I suoi giocatori sono scarichi dopo aver vinto, non c'è un interruttore per farli ripartire.
Ma lui troverà il modo..." Non ho avuto la possibilità di parlare con José, ma ho un buon rapporto con lui: quando abbiamo vinto la Decima (La Coppa dei Campioni 2013-14, ndr), mi ha inviato un messaggio di congratulazioni.
E lui lo sa meglio di chiunque altro che cosa sta succedendo al Chelsea.POCO MOTIVATI — "Osservo il Chelsea da fuori, e penso che avendo vinto facilmente il titolo lo scorso anno non credo che siano così motivati. È vero che l'allenatore deve essere in grado di motivare i giocatori, ma anche i giocatori devono fare la loro parte, altrimenti è impossibile.
Hanno perso qualcosa, ed è difficile cambiarli ora: non c'è un interruttore.
Si deve lavorare lentamente, ma Mourinho è uno dei migliori manager del mondo, non c'è dubbio.
Guardo il suo linguaggio del corpo e capisco che le cose vanno bene: non è così preoccupato, ha fiducia.
Durante la partita con Dinamo Kiev i tifosi cantavano il suo nome: sarà lui a risolvere la cosa".LIVERPOOL E KLOPP — C'era un posto libero a Liverpool, dopo l'addio di Brendan Rodgers.
"Mi piacerebbe tornare a lavorare in Inghilterra - continua Ancelotti - mi piace il calcio qui, ho ancora una casa a Londra, e mi piacerebbe trovare una squadra competitiva in Inghilterra e in Europa.
Il Liverpool è una buona squadra: hanno ottimi giovani come Coutinho, Firmino, Benteke, trovassero giocatori esperti come Gerrard o Carragher credo che potrebbero diventare davvero competitivi.
Ma non ho mai parlato con loro, né io né miei collaboratori: hanno contattato subito Klopp, che è uno di quei grandi allenatori che lasciano un'impronta ben visibile nella squadra.
IL REAL MADRID — Traspare una certa tristezza, quando il tecnico parla del suo addio al Real Madrid, a maggio.
"Essere licenziato fa parte del tuo lavoro - spiega - ma se mi chiedete del licenziamento del Real Madrid vi dico che non era giusto.
Ero molto, molto infelice perché ho avuto un rapporto fantastico con i giocatori.
Ho apprezzato molto la squadra: erano tutti molto seri, molto professionali.
L'esonero del Real Madrid mi ha amareggiato molto più di quello del Chelsea.
Ma sapevo che se non avessi vinto la Decima sarei stato esonerato un anno prima: lo sapevo prima ancora di accettare quel posto, al club più importante del Mondo.
Siamo giudicati dai risultati, ma non si [...]

Leggi tutto l'articolo