Chi gestirà la transizione energetica dal fossile (non rinnovabile) alle rinnovabili?

Di Francesco Cappello
Le grandi multinazionali dell’energia stanno organizzandosi da tempo per imporre le loro strategie, pensiamo ad esempio alle grandi pali eoliche in mare o sulle colline italiane previo pagamento di una concessione (di 3lire…) al comune che le ospita (per sempre) oppure alle distese di pannelli fotovoltaici su terreni agricoli e fertili, al rigassificatore OLT (ora SNAM) che staziona offshore tra tirrenia e Livorno, ai grandi impianti ingegneristici di cattura e stoccaggio della CO2.
Si tratta di un modello centralizzato di produzione dell’energia dalle grandi centrali al consumatore finale (non mi meraviglierei che qualcuno tirasse fuori di nuovo la necessità delle centrali nucleari…) opposto ad un modello decentralizzato in cui ogni edificio pubblico o privato, case, capannoni di aziende ecc.
diventasse una unità di produzione oltre che di consumo dell’energia facendo di ciascuno di noi un prosumers.
Chi produce troppo rispetto alle proprie necessità di consumo ...

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