Chianciano Terme (SI): Grido di allarme degli apicultori

  Dall’Italia alla Francia, dalla Germania all’Austria, fino agli Usa, le ricerche sull’effettivo impatto degli insetticidi neurotossici dimostrano in maniera inequivocabile la loro subdola e persistente azione killer per le api e tutti gli insetti utili.
“I “venditori di chimica” e le multinazionali degli agrofarmaci conoscono bene i rischi e le conseguenze legate all’uso di queste molecole tossiche, ma forti della delega fiduciaria che godono presso le varie autorità nazionali ed europee sviluppano i loro lucrosi business cercando di sollevare cortine fumogene”, sottolinea il presidente Unaapi Francesco Panella, lanciando un grido di allarme dal Congresso nazionale dell’apicoltura italiana  (che si è recentemente tenuto a Chianciano Terme).
“Se oggi ringraziamo il Ministro Zaia e le Regioni per lo stop all'uso dei neonicotinoidi “killer” delle api almeno sul mais, altrettanto non si può constatare nel mondo - afferma Panella.
Nell’ambito del congresso di Chianciano sono infatti emersi dati inquietanti sulla situazione dei diversi Paesi.
In Francia, mentre permangono le sospensioni d’uso per vari prodotti neonicotinoidi, ne è stato autorizzato provvisoriamente uno nuovo nonostante il ritrovamento delle tracce del killer delle api nei campioni di api morte.
In Austria sono stati trovati residui dei concianti neonicotinoidi in tutti gli apiari in cui gli apicoltori hanno constatato morie di api.
Negli USA la tossicologa Maryann Frazier dell’Università della Pennsilvania ha trovato nei 350 campioni di polline analizzati 98 molecole chimiche a uso agricolo, con una media di 6,7 prodotti chimici rinvenuti per campione.
Mentre nella cera degli alveari su 259 campioni sono stati rinvenuti 120 pesticidi, con una media di 8 molecole per campione.
In Italia un anno fa ha avuto un grande risalto la notizia della scoperta da parte del professor Girolami dell’Università di Padova secondo la quale le piante essudano e riespellono (il fenomeno della “guttazione”) il veleno tossico con cui è “conciato” il loro seme o la sostanza che gli è stata irrorata.
Nel frattempo si è accertato che la rugiada può essere progressivamente avvelenata dalla graduale cessione chimica che proviene dalla linfa della pianta.
Al Congresso dell’Apicoltura Professionale di Chianciano è emerso, ora, che le multinazionali della chimica proprio grazie alla “guttazione” verificano la stabilità nel tempo dell’inglobamento nella pianta dei principi attivi insetticidi.
Che non a caso rientrano nella classe [...]

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