Chiara Cretella, Viaggio nella narrativa erotica delle donne

Ingannevole è la prosa sopra ogni cosa.Viaggio nella narrativa erotica scritta dalle donne.
di Chiara Cretella da http://www.milanocosa.it/saggi-prosa/14 Associazione Culturale Milanocosa //voci, intrecci, progetti per una cultura senza barriere fotografia MAN RAY (sinfonia n.
9 di Beethoven) La narrativa delle giovani scrittrici degli ultimi anni sembra essersi attestata su un livello comune di condivisione culturale.
Si può partire dalla definizione di «scrittura dell’ombelico», come viene intesa dai Wu Ming ad esempio, che indicano con questa locuzione la letteratura intimistica e non impegnata, tipica espressione della repressione culturale in atto in Italia, e si può approdare alla «scrittura dell’utero» per rubare una definizione a Renato Barilli.[1] La fascia di questo genere letterario si allarga a tematiche differenti, ma spesso declinate con l’uso topico della prima persona, ad indicare un luogo di una geografia di pensiero, prima che letterario.
Spesso queste scritture femminili privilegiano la forma diaristica.
A questa modalità appartiene il romanzo di Melissa P., Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire, Fazi, Roma 2003, pp.
143, € 9,50.
La prima impressione del lettore è quella di trovarsi davanti ad un testo assolutamente inutile.
Non entrerò nel merito della questione della paternità di questo romanzo.[2] Chiunque l’abbia scritto non vorrà certo vantarsene.
Ma l’operazione è interessante.
Il testo è costruito abilmente da una mano esperta del genere rosa.
Un chiarissimo collage, per chi ha un minimo di cultura, di scene ripescate da romanzi celebri.
Le età di Lulù per la scena di sesso con i due omosessuali e per la relazione con il ragazzo-professore, l’Histoire d’O, per la scena sadica con l’amante adulto, Emmanuelle, per il sesso di gruppo.
Il tutto condito con qualche leggenda metropolitana da chat line e con quella che sembra la riscrittura di qualche filmino porno girato in casa, magari messo in internet dal ragazzo geloso che è stato smollato dalla povera ragazza, che viene così sputtanata in tutto il paese.
Pochi giorni fa mi parlavano di una ragazza che si è suicidata dopo questo trattamento, che ricorda come modalità di pensiero la stessa dinamica di sfregio fatta con l’acido ai danni delle donne indiane.
Del resto, l’Italia è un paese cattolico e perbenista, pruriginoso: va pazzo per le Veline sedicenni e per le ragazzine di Boncompagni, ma poi manderebbe al rogo qualsiasi sospetto di pedofilia.
Chi non si accorge dell’operazione mediatica di [...]

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