Chiara Beria d'Argentine, Quei seni straziati

dal quotidiano LA STAMPA A una ragazzina di 18 anni, Domenica De Siena, che aveva un semplice fibroadenoma al seno - patologia benigna per la quale è sufficiente un piccolo intervento in anestesia locale -, è stata fatta un’ampia resezione mammaria.E’ stata eseguita una quadrantectomia come se avesse avuto un tumore maligno.
Anche Simona Zito, 28 anni, aveva una fibrosi al seno destro: anche a lei è stato asportato un quadrante della mammella.
Altre diagnosi di cancro al seno, altre storie d’angoscia, altre mutilazioni.
Maria Grillo, 44 anni, fu operata, senza «alcuna considerazione delle condizioni e della storia clinica della paziente», al seno pur avendo solo una «mastopatia fibrocistica»; stesso inutile e invasivo intervento ha subito Addolorata Di Nicola, 47 anni.
La povera vita, il povero corpo di Giuseppina Bellini già martoriati da una gravissima forma di carcinoma al pancreas con metastasi polmonari per le quali Giuseppina, 61 anni, si era dovuta sottoporre a cicli di chemioterapia e radioterapia, sono stati ulteriormente massacrati: quadrantectomia al seno destro più radicalizzazioni, ovvero asportazione di ulteriore tessuto mammario.
Milano-Sanitopoli.
Nelle carte dell’inchiesta sulla clinica milanese Santa Rita, ultimo scandalo scoppiato nel mondo della sanità milanese, Domenica e le altre donne operate per inesistenti tumori maligni compaiono tra le tante vittime di una cosca di medici che avrebbero effettuato, secondo gli inquirenti, interventi «dannosi, inutili, avventati, inspiegabili».
Tutto il resto è il dolore, lo sgomento di tante ignare pazienti che hanno visto tradito il più delicato dei rapporti di fiducia; un dolore che le carte giudiziarie possono solo far intuire e nessuno potrà ripagare.
Molto più che diagnosi sbagliate.
Definita «un oggetto misterioso» da Antonio Marchini, responsabile per la sanità della Cgil a Milano, la clinica Santa Rita - amministratore delegato il notaio Pipitone - al centro dello scandalo è l’ennesima prova che in una città un tempo famosa per i suoi grandi ospedali pubblici e per gli illustri clinici (da Angelo De Gasperis a Vittorio Staudacher a Nicola Dioguardi) il mondo della sanità è affetto da un virus micidiale.
«Per troppo tempo siamo stati liquidati come fastidiose Cassandre», attacca Marchini, che fa risalire l’inizio del male alla legge 31 del 1997 della Regione Lombardia, presidente Roberto Formigoni, che ha equiparato il pubblico al privato.Modello lumbard, modello che ha visto il grande assalto dei manager con tessera di [...]

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