Chiara Lubich e i non credenti...

Carissimi amici del focolare, sono stato molto contento che abbiate dimostrato apertura mentale verso i non-credenti: significa che qualche speranza c'è di dialogo e di confronto.
Però su di una cosa dobbiamo metterci d'accordo: se la ragione ci dimostra che una cosa non è possibile in modo inoppugnabile, non devo rifugiarmi in un atteggiamento fideistico, ma devo onestamente riconoscere che quella determinata realtà è una costruzione mentale, per non dire ideologica, frutto di determinate visioni del passato quando esisteva un modo di approcciare il mondo in modo pre-scientifico.
Prendiamo ad esempio la dottrina del peccato originale.
Gesù nei vangeli non ne ha mai parlato.
E' stato Paolo che principalmente nella lettera ai Romani, al cap.
5, ha operato una corrispondenza tra il peccato dei progenitori Adamo ed Eva e la redenzione di Gesù.
Ecco, se vogliamo instaurare un dialogo fecondo e un confronto serio tra credenti e non credenti, i primi dovrebbero riconoscere che l'episodio narrato nel Genesi è totalmente mitologico perché le ricerche paleoantropologiche ci dicono che non c'è stato alcuna coppia primigenia alla base dell'umanità, ma che homo sapiens sapiens è il frutto di una lunghissima e lentissima evoluzione che ci ha visto sei - sette milioni di anni fa divaricarci dalle scimmie antropomorfe.
E poi, diciamoci la verità, che giustizia sarebbe questa che punisce un figlio per una colpa dei padri.
Il più elementare senso di giustizia ci fa comprendere che la colpa e la susseguente pena è sempre personale e non si può castigare una persona per la colpa commessa da un altro.
Per cui diventa davvero miserevole giustificare la presenza del male e del dolore sulla Terra per il fatto che Adamo ed Eva hanno disubbidito a Dio.
Ho sentito dire alcune persone religiose che se un bambino muore a causa della distrofia di Duchenne è perché Adamo ed Eva hanno peccato e quindi i suoi eredi hanno perso lo stato che li caratterizzava nell'Eden.
Un atto coraggioso sarebbe quello di dire onestamente che questa dottrina è erronea e che bisogna abbandonarla, così come ha fatto un ex-prete, discepolo amatissimo del card.
Martini, Vito Mancuso, che nei suoi libri non perde occasione di denunciare l'assurdità di tale posizione dogmatica della chiesa cattolica.
Per stasera può bastare, ma appena ho un po' di tempo mi piacerebbe parlare del dogma della verginità perpetua di Maria.
Saluti affettuosi...

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