Ci separano muri lucenti

"Ci separano muri lucenti,/ e non so se d'acciaio o di vetro;/ le distanze oggi sono imponenti/ ed il tempo s'è fatto più tetro./ La stagione che giunge è l'inverno,/ senza fronzoli e senza colore,/ una striscia di gelo all'esterno/ ed il sangue rappreso nel cuore./ Mille piante guardiane del niente,/ con le stinte radici radiate,/ sono mani nell'aria silente,/ sono tracce di linee accennate./ E sul piano un tappeto di sassi,/ foglie morte tra nebbia filante,/ un sentiero che incrocia i tuoi passi/ sino a un muro d'un vuoto abbagliante./ Così sfumano forme lontane,/ un barlume di luce ora esplode/ tra frammenti di sillabe vane/ che quest'aria percorre e corrode./ Il domani è un remoto deserto,/ prosciugato da segni di vita,/ come un seno avvizzito e scoperto/ che non sazia né bocche né dita.../ Se mi colgono lingue di fuoco,/  fanno luce alle spine del petto/ e a quei sogni prodotti per poco/ che sfavillano e muoion di getto." 

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