Cilenti e il Porta di Basso di Peschici per un mese deliziano i palati di Eataly

Cilenti e il Porta di Basso di Peschici per un mese deliziano i palati di Eataly giovedì 05 marzo 2015 ore 10:26 Ai sapori genuini e prelibati della cucina garganica potranno esse­re assaporati per tutto il mese di mar­zo dalla clientela di Eataly Bari.
 Nel tempio dedicato da Oscar Farinetti all' enogastronomia e ai prodotti tipi­ci del territorio, lo chef peschiciano Domenico Cilenti e il suo ristorante Porta di Basso sono già al lavoro per sedurre i palati in arrivo da tutta la Pu­glia e non solo.
Una nuova soddisfazione per Cilenti, che da tempo esporta i piatti della Montagna del sole in tutto in mondo, anche tramite il collettivo pugliese di Food Sud System di cui fa parte insie­me a Rosario Didonna, William Tespi ed altri apprezzati chef.
Una scelta non casuale, quella del Porta di Basso per i ristoranti di Eataly del resto ven­tunesimo nella classifica dei migliori ristoranti pugliesi stilata per il 2014 dalla Guida de l'Espresso.
"La cucina è una passione di famiglia.
Mia madre ha aperto il primo ristorante nel 1982 e lì ho iniziato a capire che quella pas­sione per i fornelli era anche la mia", spiega Cilenti.
"Così, dopo aver ter­minato gli studi da geometra, ho de­ciso di seguire le orme materne.
Ho iniziato facendo gavetta nei ristoran­ti di famiglia, fino al 1998, quando ho preso in gestione un ristorante nel quale però mi occupavo soltanto di acquisti e vendite, E' stato nel 2003 che ho aperto un mio ristorante, Por­ta di basso, che nel giro di appena due anni è entrato in tutte le più impor­tanti guide specializzate italiane ed estere".
La cucina di Cilenti, che nel 2008 è stato premiato come "miglior chef emergente del Sud Italia", è tradizio­nale ma con accostamenti insoliti, nel nome della creatività.
"Ho un bel­lissimo rapporto con la tradizione, ancora oggi mia madre mi aiuta ai fornelli.
Senza tradizione la creativi­tà non ha modo di esistere.
Prima bi­sogna saper fare un buon piatto di spaghetti al pomodoro, poi con mol­to lavoro e passione si arriva a creare nuove pietanze, ma la base deve es­sere necessariamente tradizionale".

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