Cinema, “Viaggio sola” di Maria Sole Tognazzi e i film d’interesse culturale nazionale

In tempo di crisi anche andare al cinema rappresenta una scelta ponderata, quindi perché non approfittare degli ingressi fatti pagare appena 3 euro in questi giorni? Tra i film proposti nelle sale cinematografiche c’è “Viaggio sola” di Maria Sole Tognazzi, con il fratello Gian Marco, Fabrizia Sacchi, Margherita Buy, Alessia Barela e Stefano Accorsi.
Negli ultimi tempi, la comparsa della scritta “Questo film è riconosciuto come d'interesse culturale nazionale dalla Direzione Generale per il Cinema del Ministero per i Beni e le Attività Culturali italiano” fa sorgere più di un interrogativo sui finanziamenti statali elargiti ai film nostrani.
Anche il film di Maria Sole Tognazzi ha goduto di questo trattamento di favore, rendendo la visione di “Viaggio sola” ancora più attenta e carica di curiosità per scorgere tutti i particolari atti a rendere la pellicola d’interesse culturale nazionale.
Il film scorre indisturbato tra paesaggi mozzafiato e alberghi cinque stelle di mezzo mondo controllati dalla Leading Hotels of the World, Italia inclusa, sperando forse di incrementare il turismo di lusso in tempo di crisi.
A spezzare il continuo andirivieni di Margherita Buy dagli hotel di cui deve accertare la qualità secondo standard prestabiliti, irrompono le vite private dei protagonisti del film.
La par condicio è rispettata: da un lato la famiglia tradizionale composta da Fabrizia Sacchi e Gian Marco Tognazzi con le due figliolette, dall’altro la single dura e pura Margherita Buy e la coppia di fatto con uno Stefano Accorsi diviso tra la nuova compagna interpretata da Alessia Barela e la ex Buy di cui è rimasto amico.
In questa commistione di vite private e vita lavorativa, non si capisce bene quale sia il confine tra l’indifferenza totale di un film che scorre senza lasciar traccia e l’interesse culturale nazionale decretato dalla Direzione Generale per il Cinema del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
A un certo punto è lecito chiedersi se, forse, il continuo peregrinare di Margherita Buy tra Berlino, Gstadt, Savelletri e Marrakech sia una sottile metafora del melting pot culturale di una società ormai globalizzata, oppure un incitamento a viaggiare, spostarsi e conoscere luoghi e culture diverse dalla nostra.
Le uniche certezze di “Viaggio sola”, tuttavia, sono gli alberghi cinque stelle proposti uno dopo l’altro nel film: alcuni decisamente anonimi, altri riconoscibilissimi, tutti quanti appartenenti alla catena Leading Hotels of the World e ampliamente pubblicizzati grazie [...]

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