Clima, Bruxelles attacca: «Sbalorditi dall'Italia»

Il greco Dimas, commissario all'Ambiente: «Nessuno svantaggio dal pacchetto di misure europee», «Le cifre fornite da roma sono sproporzionati».
Veltroni: «il governo ci isola»     Il commissario Dimas         BRUXELLES - I dati italiani sui costi che il 'Pacchetto clima-energia' avrebbe sul sistema industriale nazionale (-1,14% del Pil) «non hanno nulla a che vedere con il Pacchetto Ue».
Sono parole del commissario europeo all'Ambiente, Stavros Dimas, il quale si dice «sbalordito di fronte agli argomenti avanzati dall'Italia».
Il commissario, rispondendo alla domanda di un giornalista nel corso di una conferenza stampa sulla deforestazione, aggiunge: «L'Italia è uno dei Paesi che ne uscirà meglio.
Non capisco perché veda le cose così pessimisticamente, considerando che ha le competenze necessarie per l'innovazione e grandi possibilità in materia di energie rinnovabili».
Secondo il commissario europeo, «il costo supplementare non significa perdita netta, perché i soldi restano nelle casse dello Stato» «In Italia - ha proseguito il commissario - i numeri sono completamente al di fuori di ogni proporzione rispetto a quello che chiediamo ai Paesi di fare».
«Non so da dove vengono, ma non sono ciò che noi chiediamo», ha precisato il commissario.
Secondo la Ue i costi sarebbero tra i 9,5 e i 12,3 miliardi, mentre in Italia si parla di 18-25 miliardi.
VELTRONI - Più tardi il commissario ha provato a smorzare i toni («Non stiamo combattendo contro l'Italia, ma al contrario stiamo cooperando»), ma le sue affermazioni hanno provocato una serie di reazioni politiche.
Per Walter Veltroni, «la posizione del governo italiano sul "pacchetto-clima" in discussione a Bruxelles è irresponsabile nel merito e rischia di isolare il nostro paese dal nucleo storico dell'Unione europea».
«Come hanno detto in questi giorni i principali leader europei anche di centrodestra, da Barroso a Sarkozy a Merkel - ha spiegato il segretario del Pd - e come ha ribadito con parole esplicite e dure il commissario europeo all'ambiente Stavros Dimas, la drammatica crisi finanziaria di queste settimane non ferma i mutamenti climatici e dunque non può e non deve fermare l'impegno per arginarli: un impegno che è un imperativo etico nei confronti delle generazioni future ed è anche un decisivo terreno d'innovazione tecnologica e di sviluppo, come dimostrano gli esempi di chi puntando sulle energie pulite, sull'efficienza, sulla ricerca ne ha ricavato grandi benefici in termini di occupazione e di competitività».
 

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